Текст песни
Il giorno fu pieno di lampi
Ma ora verranno le stelle
Le tacite stelle Nei campi
C’è un breve gre gre di ranelle
Le tremule foglie dei pioppi
Trascorre una gioia leggiera
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
È, quella infinita tempesta
Finita in un rivo canoro
Dei fulmini fragili restano
Cirri di porpora e d’oro
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
Fu quella che vedo più rosa
Nell’ultima sera
Si devono aprire le stelle
Nel cielo sì tenero e vivo
Là, presso le allegre ranelle
Singhiozza monotono un rivo
Di tutto quel cupo tumulto
Di tutta quell’aspra bufera
Non resta che un dolce singulto
Nell’umida sera
È, quella infinita tempesta
Finita in un rivo canoro
Dei fulmini fragili restano
Cirri di porpora e d’oro
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
Fu quella che vedo più rosa
Nell’ultima sera
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
Prolunga la garrula cena
La parte, sì piccola, i nidi
Nel giorno non l’ebbero intera
Nè io… e che voli, che gridi
Mia limpida sera!
È, quella infinita tempesta
Finita in un rivo canoro
Dei fulmini fragili restano
Cirri di porpora e d’oro
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
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